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Q&A with the U.S. Consulate General VSFS Interns

March 9, 2019

Gli studenti americani che studiano all’estero hanno avuto un ruolo di spicco nell’aggiornare e dotare di nuove energie la presenza on line del Consolato degli Stati Uniti a Firenze (@USCGFlorence on Facebook and Twitter). Questa sorta di Rinascimento on line ha coinciso con l’adozione da parte del Consolato del programma di stage virtuale (VSFS.State.gov), con progetti di ricerca di contenuti per i Social Media, in particolare a sostegno della campagna per il 2019, celebrativa del bicentenario della presenza diplomatica del Consolato USA di Firenze “Insieme 200” (#Insieme200 or #Together200). Lo stage virtuale offre agli studenti americani, l’occasione di sviluppare, con modalità flessibili e a distanza, le loro competenze professionali.

 

Possono essere ammessi al programma, e lo sono stati in passato, studenti laureandi; questo semestre, invece, il Consolato USA di Firenze ha due stagisti laureati: Caroline Lupetini, che studia a Bologna alla School of Advanced International Studies (SAIS) della Johns Hopkins, e Zachary Perconti che studia alla George Mason University’s Schar School of Policy and Government ad Arlington, inVirginia.

 

Ponte Amerigo ha intervistato Caroline e Zachary sui loro progetti futuri, le loro radici italiane e sui consigli per gli altri studenti.

 

 

 

D: Come hai scoperto lo stage virtuale (VSFS) presso il Consolato USA di Firenze, che cosa ti ha interessato e cosa fai esattamente?

 

CAROLINE: Conoscevo un po’ il programma già dal periodo trascorso all’Ambasciata USA di Roma, e stavo seguendo i Social Media di tutta la Missione Usa in Italia. Grazie alla campagna #ApplyInJuly, sulle pagine Facebook del Consolato americano di Firenze, ho rammentato che la presentazione della domanda per il programma VSFS doveva essere fatta alla fine del mese! Ho cercato informazioni sulle varie posizioni apertesi per gli stagisti VSFS – non è solo il Dipartimento di Stato ad avere un programma VSFS – e mi sono focalizzata solo su alcune posizioni che si attagliavano meglio ai miei interessi, richiedendo l’uso della lingua italiana ed il coinvolgimento della comunità locale attraverso la diplomazia pubblica.

 

Il mio lavoro attuale consiste nel creare contenuti interessanti per le diverse fasce di pubblico del Consolato: studenti (sia italiani che americani che studiano all’estero), italiani, turisti americani, ricercatori o docenti universitari, politici e uomini d’affari. Abbiamo campagne settimanali, come #FulbrightFriday, #TravelTuesday e #TravelThursday che consentono di pubblicare messaggi che siano anche “news-you-can-use”. Lavoro inoltre a progetti di maggior durata, come analisi di gradimento dei social media ed opportunità speciali come il blog Ponte Amerigo!

 

ZACHARY: Dopo aver sentito il racconto di un’amica, relativo al suo stage per l’Ambasciata USA attraverso il programma VSFS, ho preso la decisione di esplorare progetti che fossero rilevanti per il mio programma di studi in diplomazia pubblica. La mia scelta è ricaduta sulla campagna del Consolato per la celebrazione del bicentenario dei rapporti diplomatici (#Insieme200), perché mi sono laureato in storia, ho lavorato con materiali archivistici e ho pensato che fosse estremamente interessante avvicinarsi ad un argomento come la diplomazia pubblica.

 

Il mio ruolo è quello di aiutare a ricostruire i 200 anni di storia del Consolato americano a Firenze, frugando negli Archivi Nazionali ed in altre fonti per poi sintetizzare le mie scoperte presentandole al Consolato.

 

D: Caroline, tu hai menzionato il fatto di essere già stata una stagista, nella sezione Public Affairs, all’Ambasciata di Roma nell’estate del 2017. Cosa ne hai tratto e hai portato da quell’esperienza come stagista virtuale?

 

CAROLINE: Nella sezione di Public Affairs, all’Ambasciata di Roma, ho portato avanti l’analisi di alcune tematiche, che percorressero i post dell’Ambasciata su Facebook e Twitter. Nel mio attuale ruolo presso il Consolato a Firenze, mi occupo attivamente di sviluppare i post che condividiamo, specialmente su Facebook. Ogni mese vado in cerca di foto ed articoli interessanti e condivido le foto scattate durante il mio periodo di studio all’estero alla SAIS di Bologna. Alcuni dei miei post preferiti, sono stati quelli con il tema “Passport Bellezza”, ovvero la foto del mio passaporto americano di fronte a luoghi e monumenti famosi qui in Italia. È stato bello vedere su Facebook il mio passaporto di fronte alla Fontana del Nettuno a Bologna, così come sono stata contenta di vedere la stessa foto proiettata durante un briefing sulla sicurezza destinato agli studenti americani.

 

Uno dei ricordi più belli dello scorso anno, è stata la partecipazione ad un workshop, svoltosi a novembre presso il Consolato di Firenze, che ha visto il coinvolgimento di specialisti nel campo dei Social Media, provenienti da tutta la Missione USA in Italia. Ho avuto modo di rivedere i miei colleghi dell’Ambasciata di Roma e di effettuare una breve presentazione sull’uso dei Social Media da parte dei giovani. Il workshop è stato anche occasione di scambio di punti di vista interessanti sull’utilizzo che gli italiani fanno dei Social Media, con gli stagisti italiani e i dipendenti degli altri consolati.

 

D:  Zack, Che cosa hai imparato sulla diplomazia, che non potesse essere trovato sui libri, e quali sono le storie più interessanti che ha scoperto?

 

I registri consolari dei National Archives conservano montagne di materiale contenente informazioni in gran parte sconosciute all'italiano o all'americano medio - per ora. Durante il mio tempo passato a spulciare i documenti, è stato inaspettatamente interessante esaminare i registri dei visitatori e i resoconti delle spese per vedere quali erano le attività quotidiane di gestione di una sede diplomatica nel XIX e XX secolo. Il Consolato di Firenze venne istituito a meno di 50 anni dall'indipendenza americana e le difficoltà, che la nostra giovane nazione ha dovuto affrontare nello stabilire la sua presenza diplomatica all'estero, forniscono un’utile lezione nel campo della politica nazionale e delle relazioni internazionali. Ho anche scoperto diverse storie interessanti: come il caso di un marinaio americano coinvolto in un ammutinamento in Sardegna, le visite in Italia da parte di notabili americani, le reazioni americane all'unificazione italiana o le voci di una nave da guerra confederata destinata alle coste italiane. Nel semestre autunnale mi sono dedicato al lavoro di "raccolta" mentre in questo semestre io e Caroline stiamo lavorando insieme sul materiale che il Consolato può condividere con il pubblico.

 

D: Voi siete entrambi italo-americani. Che cosa avete imparato sul vostro retaggio grazie a questi progetti?

 

CAROLINE: I miei nonni paterni si trasferirono negli Stati Uniti nei primi anni '50 e si conobbero ad un corso di inglese a Chicago, la mia città natale. Spesso penso al loro studio dell’inglese mentre io continuo a studiare l’italiano qui a Bologna. Anche se mi considero più o meno fluente nel parlare, sto ancora lavorando alle espressioni colloquiali e al gergo locale. Cerco di utilizzare il mio italiano il più possibile mentre mi dedico a questo progetto. Ad esempio facendo ricerca sul contributo alla storia italiana da parte degli afro-americani, utilizzando anche solo un pò di lingua italiana nelle ricerche in rete, è possibile scoprire degli articoli fantastici che non si trovano nella sola lingua inglese. In effetti è il mio retaggio italo-americano ad aver per primo ispirato la mia passione per la lingua italiana e il desiderio di entrare in contatto con degli italiani, desiderio che poi mi ha portata verso i miei attuali e passati tirocini presso il Dipartimento di Stato.

 

ZACHARY: Questo progetto è molto importante per la storia della mia famiglia, anche se i miei avi per lo più emigrarono dal Sud Italia e dalla Sicilia. I Consoli di Napoli e Palermo facevano riferimento al Console Generale di Firenze durante il breve periodo in cui la città fu capitale d'Italia (La Firenze Capitale degli anni 1865-1871). La mia ricerca mi ha portato alla scoperta di riferimenti ad eventi a cui i miei avi potrebbero aver partecipato o di cui almeno erano a conoscenza. Ad esempio a Palermo una strada importante venne ribattezzata in memoria di Abraham Lincoln in seguito al suo assassinio e molti cittadini italiani seguirono da vicino la Guerra Civile americana. Firenze e altre città hanno ospitato molti più visitatori americani di quanto mi aspettassi, in particolare negli anni ‘20 e ‘30 dell’Ottocento. La mia ricerca mi ha insegnato che l'Italia e l'America, negli anni precedenti al 1860 (un decennio cruciale per entrambi i paesi), erano molto più strettamente collegate di quanto avessi mai immaginato e di questo non solo ho compreso il significato storico ma anche la portata del legame e dell’apprezzamento reciproco che gli italiani e gli americani hanno sempre avuto l'uno per l'altro negli ultimi due secoli.

 

D: Quale consiglio daresti in generale agli studenti americani all’estero e in particolare a quelli che vorrebbero fare domanda per diventare virtual intern (#ApplyInJuly)?

 

CAROLINE: Controllate se nella vostra città ospitante esiste un programma che collega le famiglie locali agli studenti stranieri. Io ho conosciuto una famiglia Bolognese, con una carinissima bambina di 8 anni, e insieme ci siamo esercitate in inglese e in italiano, cucinato del cibo incredibile e guardato Carpool Karaoke, il suo programma preferito.

 

A coloro che stanno pensando di candidarsi per VSFS: iniziate presto la vostra ricerca sulle posizioni disponibili! Ci sono tantissime opportunità per quasi tutte le aree di interesse, dalla tecnologia alla diplomazia. Prendetevi del tempo per valutare le opzioni disponibili e trovare quelle che più si adattano ai vostri interessi. Iniziate a dare un’occhiata ai progetti degli intern che vi hanno preceduto, specialmente se si tratta di social media. Quando stavo facendo domanda per questa posizione passavo in rassegna in maniera dettagliata le pagine Facebook e Twitter del Consolato Generale, cosa che mi ha sicuramente aiutata nel colloquio!

 

ZACHARY: VSFS è un programma gratificante che offre agli studenti l’opportunità di sviluppare competenze quali la diplomazia e la ricerca - competenze molto richieste sia dal Governo Federale sia da altri datori di lavoro. Inoltre il programma offre ampia flessibilità ai partecipanti, attraverso progetti a distanza che possono adattarsi ai loro programmi di studio molto impegnativi, ma anche un'esperienza nel mondo reale grazie alla collaborazione e all’organizzazione necessarie in un lavoro a distanza. Nonostante l’ampia flessibilità, dovete essere sicuri di avere il tempo e l'interesse necessari per impegnarvi in un progetto VSFS di un anno. Ricordate che avrete delle responsabilità in quanto parte di un team governativo il cui lavoro verrà utilizzato e condiviso dagli uffici governativi. Per quanto mi riguarda, mi piace lavorare alla campagna #Insieme200 perché mi permette di lavorare sulle relazioni italo-americane, mi ha aiutato a mettere in pratica le mie competenze linguistiche italiane e mi offre l'esperienza unica di lavorare con i nostri Foreign Service Officers. Mi è particolarmente piaciuto imparare e migliorarmi grazie ai funzionari del Dipartimento di Stato che mi hanno incoraggiato a continuare nello studio della diplomazia e della politica internazionale.

 

 

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